Accademia di Belle Arti di Brera – Scuola di Fashion Design

Il corso di Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti di Brera, di secondo livello e della durata di due anni, si propone di formare designer in grado di ideare e produrre una collezione di abiti e di accessori. In particolare, il corso è caratterizzato da insegnamenti teorici e laboratoriali tesi a diffondere una cultura del progetto, attenta alla contaminazione e all’ibridazione dei saperi e delle pratiche contemporanee. Una scelta che si pone in linea con la storia secolare della nostra Accademia. La moda, quindi, come linguaggio plurale: osservatorio privilegiato delle arti visive, delle arti applicate e delle tendenze.

Gli studenti hanno la possibilità, durante lo svolgimento degli insegnamenti (dal textile design al design del gioiello, dalla modellistica all’ambientazione moda, dall’editoria al design management), di misurarsi con un modus operandi fortemente radicato nella tradizione processuale e progettuale del made in Italy. E insieme, aperto agli scenari innovativi della Rete e alle frontiere inedite del digitale.

Un sogno che viene da lontano e la tenace ricerca della sua realizzazione sono il comune sentire degli studenti selezionati per making of, tre personalità molto diverse e distanti tra loro ma con identica curiosità, voglia di conoscere e sperimentare per dare spazio all’espressione della propria creatività.
Dal loro lavoro si riconosce un crescente sviluppo e una risoluta consapevolezza frutto anche degli stimoli ricevuti negli anni di studio.
Cristian Diserio attento alle più estreme espressioni della moda ma al contempo sensibile ai temi della sotenibilità, Giovanna Fiaccabrino consapevole dell’importanza di un pensiero critico e creativo si esprime attraverso una modalità digitale, Melinda Miccichè interessata alle problematiche dell’universo femminile vede la moda come espressione della debolezza e della forza delle donne.

Collezioni

Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera, anche quest’anno, saranno presenti alla sfilata “Fashion Graduate”: tra i maggiori eventi dedicati alla ricerca stilistica dei giovani designer. In passerella: Daria Bulavina, ha ideato una collezione dedicata all’estemporaneità dell’esistenza, soffermandosi su fatti di cronaca come la pandemia e la guerra in Ucraina; Irene Centonze, ha realizzato abiti che riflettono sulle proprie origini, creando un dialogo immaginario tra il mondo bizantino e quello tibetano; Domenico Dicorato realizza interamente a mano una collezione ricca di ricami, applicazioni di strass, coralli e canottiglie; Cristian Diserio, ha lavorato su un concept attento al guardaroba del cowboy nell’ottica dell’economia circolare; Gloria Chirivì, ha ideato una collezione autobiografica; Giulia Gurnari, ha proposto abiti che ci conducono alla scoperta della nostra mente e della nostra fisicità, rivelando zone inesplorate del nostro inconscio; Melinda Micciché, ha creato una collezione tesa a porre l’attenzione su una tematica urgente e attuale: la violenza sulle donne; Alessia Sparacio, ha realizzato abiti che riflettono un percorso interiore fatto di sfide e di consapevolezze; Maryna Vialichka, ha inventato una collezione-viaggio, ovvero uno studio sulla metamorfosi del corpo; Jingyang Zheng, ha creato una collezione dedicata alla dipendenza a strumenti come internet e la Rete, sottolineata dall’uso di colori vivaci e psichedelici.
Personalità diverse, identità lontane che, nella loro pluralità, hanno provato a tradurre i codici creativi e culturali della nostra Istituzione e del loro percorso biografico-formativo.