IED – Istituto Europeo di Design

Nato a Milano nel 1966, l’Istituto Europeo di Design è oggi l’unica Scuola di Alta Formazione in ambito creativo ad aver mantenuto nel tempo una matrice interamente italiana. 

Forte di un network di 11 sedi in 3 Paesi (Italia, Spagna e Brasile), IED avvia ogni anno progetti di innovazione nelle discipline del Design, della Moda, delle Arti Visive e della Comunicazione, impegnandosi affinché i suoi studenti siano in grado – domani – di essere i nuovi interpreti del linguaggio universale del Design. Si pone dunque come uno spazio di ricerca, una rete aperta, inclusiva e attiva, in cui insegnare e promuovere la cultura del progetto per l’individuo e la società e dove l’approccio al Design diventa strumento di trasformazione e crescita sociale, culturale ed economica.

Attraverso le parole e le immagini utilizzate nei video, Paolo Belleri, Evelyn Bressan, Francesca Caranzano, Alessia Giacchetta e Gaetano Stea raccontano se stessi, i valori che li animano e la loro esperienza formativa, anche alla luce degli ultimi complessi anni di pandemia.

Cinque punti di vista diversi accomunati però dalla stessa passione e dallo impegno impiegato per raggiungere obiettivi nella vita professionale e nell’affermazione della propria visione attraverso la contaminazione dei linguaggi, il confronto costante, la chiarezza di pensiero.

Collezioni

Un viaggio per le sedi IED Italia attraverso i concept degli otto studenti che presentano le proprie capsule collection:

Chiara Autiero parte dalla sua personale riflessione sull’importanza dei contatti fisici, mentali ed emotivi per disegnare una collezione che è un inno alla vita, un ritorno all’essenzialità dell’esistenza di forme e colori.

Paolo Belleri ci porta in un’atmosfera anestetizzata e a tratti asettica composta da abiti bianchi, che lascia all’osservatore la libera interpretazione di un finale aperto.

Dara Silva Bulleri racconta la sua volontà di celebrare l’eredità culturale afrobrasiliana secondo i tipici canoni estetici e spirituali, la bellezza e le origini ancestrali.

Andrea De Simone analizza il concetto di distanza e di solitudine per disegnare una collezione che intende abbattere differenze culturali e sociali, elogiando la diversità individuale e l’unicità di ognuno.

Yoana Dimitrova parte dalla bellezza del Monte Everest per realizzare capi ispirati alla fusione tra natura e anima, alla tradizione di luoghi lontani, al viaggio sono solo fisico, ma anche emotivo e culturale.

Alessia Giacchetta vede ogni individuo come un archivio vivente, composto di storie, ricordi, sensazioni e oggetti che ne costituiscono la memoria personale e soggettiva.

Valeria Nicoletti sottolinea quanto negli ultimi mesi si sia identificato il nemico in un qualcosa di invisibile e di come, col suo progetto, voglia invece sovvertire quest’idea concentrandosi sulla bellezza dell’intangibile.

Gaia Romoli osserva come nei mesi di pandemia il volto sia stato privato dell’espressività e, per questo, in ogni suo outfit riporta un’emozione, un’espressione facciale, uno stato d’animo.